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Le critiche di Steve Jobs

Nelle attività di vendita (ma non solo) una critica ti potrà essere più utile di un elogio.


Nel 1997 la Apple aveva 1 miliardo di dollari di debiti. Oggi ha 90 miliardi di liquidità. Nel mezzo c’e stato Steve. Quando arrivò per salvare l’azienda, per prima cosa affrontò tutto quello che c’era di sbagliato. Nel farlo fu duro, anzi, durissimo, ma era necessario: se nel ‘97 Steve Jobs si fosse principalmente preoccupato di essere gentile, anziché efficace, probabilmente oggi la Apple non esisterebbe più.

Durante la tua attività di vendita (ma anche in ogni altra delle tue attività) ti sarà facile incontrare qualcuno che ti faccia notare un errore. Invece di pensare a come dargli torto, accogli la critica e riflettici sopra: potresti scoprire qualcosa che ti è sempre sfuggito e che ti ha impedito di raggiungere gli obiettivi che ti eri prefissato. Certo, potrai chiedere a chi ti critica di parlarti con gentilezza, se gli riesce, ma se non gli riesce, lascia semplicemente che ti parli schiettamente. E fai la stessa cosa con lui.

Le critiche, in tutte le attività e in quelle di vendita in particolare, possono aiutarti a correggere errori che potrebbero risultarti fatali. Un elogio non ha questo potere. Per questo cerca di non rifiutare mai una critica a priori, anche se è fatta in modo duro, perché in fondo chi ti critica ti è molto più utile di chi, magari servilmente, ti da ragione: per essere indulgente con te stesso non hai bisogno di aiuto, ce la fai benissimo anche da solo.

Se nel ‘97 tu fossi stato alla Apple, avresti chiesto a Steve di intervenire sugli errori (compresi i tuoi) o di essere gentile? La risposta è scontata. Lo avresti fatto per il futuro della Apple e anche per il tuo.


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5 years ago / Nessun commento

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